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La vendita del vino sui mercati esteri nell’era Covid

La vendita del vino sui mercati esteri nell'era Covid, fatta di incertezze e lockdown di diversa intensità, come è stata influenzata? Alcune informazioni direttamente dai mercati esteri da parte della nostra WEM, Sara Marinaccio.
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Redatto da Sara Marinaccio

Il 30 Giugno 2020
Vendite internazionali | WEM di IAGAIN | Esperta di wine & food
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La vendita del vino sui mercati esteri nell’era Covid, fatta di incertezze e lockdown di diversa intensità, come è stata influenzata?

Come WEM (Wifo Export Manager) di IAGAIN, ho fronteggiato questo difficile periodo, cercando di limitare i danni, ma anche lavorando per creare nuove possibilità.

Vi riporto una sintesi aggiornata sulla base di alcuni feedback ricevuti in questo periodo da alcuni nostri clienti in diversi mercati esteri, con cui abbiamo rapporti commerciali.

Se hai bisogno anche tu di un supporto per lo sviluppo delle tue vendite nei mercati esteri, scrivimi.

La buona notizia è che dopo circa 5 mesi posso affermare con quasi certezza che i mercati esteri resistono nonostante la pandemia. Questo grazie al canale retail che ha retto l’urto, anzi è cresciuto a doppia cifra, insieme a quello online, soprattutto in Europa e USA.
La brutta notizia è che il settore Horeca (on-trade) è rimasto praticamente paralizzato in tantissimi mercati nel mondo.

Invece, nei mercati più maturi il vino è entrato a far parte quasi della categoria daily, complice il senso di oppressione dovuto dal lockdown e la conseguente spending revenge.

Infatti, i consumatori non hanno rinunciato ad un calice di vino durante il pasto, dal Giappone alla Corea, dal Canada alla Francia. Questo ha portato un boom delle vendite a doppia cifra nel canale retail, maggiormente GDO, ed un incremento del valore a bottiglia del vino acquistato.

E adesso cos’è cambiato?

Sicuramente la vendita del vino sui mercati esteri nell’era Covid ha subito e subirà delle variazioni, tanto da poter parlare in futuro di un periodo pre-Covid e uno post-Covid.

Il mondo si sta risvegliando lentamente dal Coronavirus outbreak, sebbene in questo momento alcuni mercati come USA, India, Brasile e Russia vedano un’incremento continuo e costante del numero dei contagi.

Ovunque c’è stato un’iniziale senso di timore verso l’ignoto, incapacità verso il rischio e l’investimento in nuovi prodotti. Mentre hanno ripreso a crescere le vendite dei prodotti consolidati.

A differenza della Corea del Sud, il Giappone ha rinnegato l’immobilismo delle vendite, sostenendo con forza il delivery.

La Corea del Sud dal momento del lockup sta conoscendo un nuovo momento di crescita e di apertura.

Gli USA e il Canada non si sono mai fermati. Tutt’oggi, anche se il comparto Horeca è ancora fermo e serrato, non hanno mai smesso di guardare con fiducia e ottimismo ai prodotti nuovi e al futuro delle loro aziende.

Nel sud est Asiatico la seconda ondata di contagi ha bloccato a lungo le vendite, che ancora fanno fatica a riprendersi.

Molto simile la situazione anche in Oceania.

E in Europa pian piano qualcosa si muove, sebbene molto dipenda dalle politiche interne dal paese, dai blocchi alle frontiere e dalla socialità perduta o ritrovata.

Mentre l’Italia riparte dall’enoturismo. Aumentano a dismisura le piattaforme online che lo promuovono e invogliano i turisti sul territorio nazionale e oltre a riprendere in mano la valigia e il calice!

Invece, qual è stata la tua esperienza?
Scrivimi nei commenti e sarò felice di confrontarmi con te.

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